La storia della nascita del mitologico logo Nike prende corpo a metà degli anni 60 quando Bill Bowerman e Phil Knight costituiscono la società che ben presto diventerà l’azienda di scarpe sportive più famosa del mondo. Protagonista principale di questo mini racconto Carolyn Davidson, studentessa di grafica e design, alla quale nel 1971 i due sopracitati affidarono la creazione del logo aziendale. 

Il celebre baffo (il logo così come lo conosciamo oggi prese vita qualche anno dopo) venne completato in 17 ore di lavoro che vennero pagate alla ragazza due dollari l’ora (nel 1983 Nike regalò alla giovane un anello tempestato di diamanti rappresentante la sua creazione e 500 azioni che nel 2015 raggiunsero il valore di 1.000.000 di dollari).

Il risultato fu un logo semplice, solido, versatile e immediatamente riconoscibile, nonostante Bill e Phil non ne furono per nulla entusiasti. Il dinamismo e la velocità, caratteristiche fondamentali nello sport, venivano rappresentate in modo esemplare da questa linea apparentemente elementare.

In silenzio e senza clamore nacque così uno dei loghi più popolari della storia moderna. Solo nel 1977, quando l’azienda cambiò il vecchio nome – Blue Ribbon Sports – con l’attuale Nike, l’iconico swoosh comparve su tutti i prodotti del brand.

È addirittura possibile che la scelta del nuovo nome fu condizionata proprio dalla forma del logo che richiamava l’ala della dea greca della vittoria, Nike.

Oggi, nel 2022, si stima che il 97% degli americani conosca il logo dell’azienda. Questa statistica è presumibilmente applicabile anche al resto del mondo.

L’aneddoto legato all’origine del logotipo dell’azienda di Portland ci racconta di come sia fondamentale per il successo di un’attività una brand identity efficace.

E per te che ci leggi? Com’è nato il logo della tua azienda? Nel caso l’abbia fatto tuo cugino non ti preoccupare, non lo diremo a nessuno.